04 ottobre 2012

POLPETTE A SORPRESA



I bambini non hanno un buon rapporto con la verdura.
Quasi sempre!

Forse è colpa nostra che gliela presentiamo come una cosa che fa bene.

Proviamo a mascherarla un po', può essere che la trovino più appetitosa.
Oggi proviamo con una verdura che non piace tanto neppure a me, né come sapore né come consistenza. Ma fatta così non è male.

Procuriamoci della bietola tenerella, priviamola delle foglie sciupate e -se presenti- dei filamenti lungo le costole e lessiamola in acqua bollente salata.



tritiamola grossolanamente e aggiungiamo una patata grande lessata -250 gr- e schiacciata, parmigiano grattugiato, sale, noce moscata -se piace-, prezzemolo- 

un uovo, pangrattato ottenuto con fette biscottate,
 e un cucchiaio abbondante di olio,
Impastiamo il tutto e formiamo delle grandi polpette schiacciate, passiamole nel pangrattato e poniamole in una teglia rivestita di carta forno,
le irroriamo con un filino di olio e.v.o. e le inforniamo a 200° per 10,12 minuti,
le serviamo, quindi, con un bel contorno di pomodori conditi con sale, olio e origano.

Per nutrire ancora di più i nostri pargoli possiamo sistemare all'interno, mentre si da' la forma, un pezzetto di formaggio fondente, io preferisco la scamorzina, ma va bene qualsiasi tipo purché gradito a chi mangia.

...E se non la mangiano mascherata così , arrendetevi!   





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BUON S. FRANCESCO A TUTTI.



immagine presa dal web- Semplice come era lui-


30 settembre 2012

RISO AL FORNO AI 4 FORMAGGI E MELANZANE




     Questa è proprio una ricetta ricca.
 Molto.
Adatta proprio alla domenica.
La domenica è il giorno in cui ci si riposa e si ha più tempo per la cucina.

Ma quando mai!

La domenica, basta sgarrare quella mezz'ora di riposo in più e già non ci si ritrova con l'organizzazione della giornata!

Facciamo finta che non è così e buttiamoci in questa ricetta.

L'ho preparata al mare una domenica in cui aspettavo ospiti.
Cosa faccio, cosa non faccio, ed eccomi a preparare questo risotto che essendo al forno può essere anche preparato con un po' di anticipo.

Vediamo gli ingredienti, se ne manca qualcuno lo aggiungerò man, mano.

Per 8 persone (ma anche 10)

Riso Carnaroli 700gr.
passata di pomodoro 1,5 l.
melanzane 800 gr.
farina un pugnetto
olio per friggere q.b.
cipolla 1 (circa 150/200gr)
mozzarella di bufala 400gr
parmigiano 80gr
ricotta 300gr
provolone semi piccante 100gr
olio e.v.o. 100gr

Con tutta questa roba non si sa da che parte cominciare.
Io ho iniziato col preparare il sugo:
cipolla a fettine sottili ad appassire in olio evo nel tegame, al momento giusto verso la passata e aggiusto di sale (sempre poco perché i formaggi sono saporiti) e alla fine foglie di basilico fresco.

Mentre il sugo cuoce taglio le melanzane a tocchetti e

 

 le infarino leggermente.
                                
Scuoto la farina in eccesso e le friggo in abbondante olio,
 
mettendole poi a perdere l'unto in eccesso sui tovagliolini di carta.

per questa operazione uso sempre tovagliolini bianchi e non decorati. Mi servo di quei rotoloni con 500 strappi, così ne uso in abbondanza senza timore di "sprecare"

 Preparo poi il  risotto facendo rosolare il riso in olio e.v.o. e sfumandolo con un bicchiere di vino bianco, aggiungo quindi il sugo, che nel frattempo è pronto, un coppino per volta fino a portare il riso a mezza cottura.

N.B. impegnata a girare il riso non ho fatto foto. Sorry

Ho preparato quindi i formaggi tagliandoli a fettine e ho grattugiato il parmigiano. ho unto e ricoperto di pangrattato il fondo di una teglia rettangolare, da forno, e ho disposto tutti gli ingredienti sul tavolo per poi comporre il piatto.



 


Con circa la metà del risotto ho coperto il fondo della teglia alzandolo un poco verso i bordi, ho quindi steso sopra  la metà della mozzarella e degli altri formaggi, ho aggiunto le melanzane, ho coperto di sugo. Ho distribuito i formaggi rimanenti -conservando un poco di parmigiano grattugiato-  ho di nuovo ricoperto di sugo e ho distribuito il risotto rimanente cospargendolo del restante parmigiano e di ulteriore sugo.

In forno ben caldo per 20 minuti e
 

alla fine mangerete un capolavoro!



In fondo non è altro che la rivisitazione del prezioso sartù di riso alla napoletana imbottito con elementi diversi, adatto anche a chi non ama la carne.




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IL MARE MI PIACE SEMPRE


 anche soltanto per guardarlo

27 settembre 2012





TRIGLIE ALLA LIVORNESE

...o quasi.

Mia mamma le faceva così, e poiché era livornese io le ripropongo allo stesso modo.

L'unica differenza è che lei sceglieva triglie più grosse, io invece preferisco il sapore di quelle sotto i 100gr.

Le triglie che ho cucinato erano appena uscite dalla rete di un pescatore. 
E, invece di essere rossastre, brillavano d'oro.

 
Ho preso otto triglie (quattro a testa), le ho squamate tenendole per la coda altrimenti sgusciano via, ho aperto il ventre per lungo togliendo le interiora e le branchie, le ho lavate sotto l'acqua corrente,
 le ho infarinate da ogni parte,


e le ho fritte in abbondante olio di oliva extravergine ( per far prima si scrive e.v.o.)

Purtroppo manca la foto della frittura.

Mia madre in quell'olio di frittura metteva aglio a fettine, pezzettoni di pomodoro, prezzemolo e sale e preparava un ottimo sughetto. In effetti sfruttava quella specie di besciamella un po' bruciacchiata che si forma con la frittura delle triglie, e devo dire il sapore era superiore a quello che faccio io; ma i tempi sono cambiati e non riesco ad usare olio di frittura.
Il procedimento però è lo stesso:
padella, olio evo, aglio a fettine, pezzettoni di pomodoro, prezzemolo e sale q.b.
una rapida cottura...


.. e lo  dispongo sulle triglie fritte cosparse con un pizzico di sale e una macinatina di pepe.


altro prezzemolo mischiato con aglio crudo tritato molto sottilmente
e il successo è assicurato.

Secondo me questo piatto è sfizioso perché le triglie restano fritte e croccantelle senza ammollarsi col sughetto. Il sughetto resta un complemento che esalta il loro sapore dolce e delicato.







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  Questi sono i fichi d'India che fotografai a maggio 



maturi ad agosto






26 settembre 2012

PASTA CON CECI E ASPARAGI



                                                                                                            
                        PASTA CON CECI E ASPARAGI
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    


DA TRE già ho ricominciato a giugno, e adesso da cosa ricomincio?


Finalmente posso riprendere a scrivere, ho avuto problemi col PC, e problemi col protrarsi del bel tempo che mi ha invogliato  a proseguire le vacanze.

Cercherò di recuperare il tempo perso. Anche se, ad essere sincera,  mi piacerebbe suscitare un interesse maggiore.
Forse le ricette devono risultare più elaborate e difficili per essere gradite?

Io le preferisco semplici e pratiche da fare.
Vedrò in seguito, se mi andrà, di preparare piatti + elaborati.

Prepariamo un bel, anzi, un buon  primo piatto.

PASTA CECI E ASPARAGI

Abbiamo bisogno di:
pasta corta 160 gr. ( ho scelto le mezze penne)
ceci cotti 300gr. ( ne cuocio sempre un 1/2 kg, tanto poi in un paio di giorni li consumo)*
asparagi un mazzetto di quelli di montagna, o 300 gr di quelli coltivati**
uno spicchio di aglio 
olio extra vergine 1/2 bicchiere
sale pepe e se piace una punta di peperoncino

Come si cuociono i ceci:
la sera precedente si scelgono e si lavano 500 gr di ceci.
Si mettono poi in ammollo in acqua abbondante e si aggiunge un mezzo cucchiaino di bicarbonato ( è inutile illudersi, i ceci si cuociono soltanto se hanno avuto il bicarbonato altrimenti restano duri anche dopo tre ore di cottura, e poi così sono più digeribili).
Al mattino si tolgono dall'ammollo e si sciacquano in acqua appena tiepida, si mettono in una pentola capiente e si coprono sempre con acqua tiepida.
Sul fuoco a bollire e poi a cuocere con fiamma media. A cottura ultimata si aggiunge il sale sufficiente e dopo pochi minuti si spegne il gas e si lascia riposare a pentola coperta così la pellicina esterna continua a intenerirsi)

Prendiamo circa 300 gr di ceci che abbiamo cotto c.s.






frulliamone 1/3





Tagliamo gli asparagi a tocchetti e facciamoli cuocere in abbondante olio, con lo spicchio d'aglio tagliato a fettine, finché non saranno teneri

aggiungiamo i ceci interi e lasciamo insaporire. A parte lessiamo la pasta al dente e trasferiamola con un mestolo forato (schiumarola) nel tegame del condimento

aggiungiamo anche i ceci passati, una bella macinata di pepe nero e un filo d'olio a crudo


trasferiamo nel piatto e il solito "buon appetito"
Il vapore del calore ha un po' offuscato l'effetto, ma sono buonissimi.
Rappresentano anche un piatto unico essendoci carboidrati, verdure, grassi,e legumi. Il piatto può essere arricchito con un bel battuto di pancetta o salsiccia sbriciolata, o, ancora, con una ricca spolverata di provola affumicata semistagionata. Ai commensali la, eventuale, scelta di variazione.
Ciao a tutti.

 *vanno bene anche quelli in lattina, una lattina è sufficiente)
** se non ci sono freschi si possono usare anche i surgelati





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Durante le vacanze non mi sono limitata a "fare vacanza" ho anche lavorato e prodotto tre quadri.

Questo è uno



Fichi d'India con torre

25 giugno 2012

PEPERONI A COLORI




Lo so che i peperoni sono sempre colorati, ma questi, cotti allegramente in  forno lo sono ancora di più.
Per prepararli 5 minuti, per cuocerli un po' di più, ma senza problemi di attenzione!


Allora, prendiamo circa un kg di peperoni callosi rossi e gialli,

Ungiamo una teglia da forno e tagliamo a strisce i peperono, 
aggiungiamo olive nere e verdi, capperi,  origano,  sale e olio.
Già a crudo hanno una bella espressione.
Li infiliamo in forno caldo a 200°  e dopo 30 minuti (io metto il timer) diamo una girata.
Ancora 10 minuti di permanenza in forno ed eccoli pronti nei loro bei colori.

Dimenticavo, dopo la giratina spruzzare un poco di aceto, giusto un cucchiaio!
Che sapore. Sarà che sono appassionata di peperoni.





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GIOSTRINA A DIMENSIONE DI BAMBINO



immagine presa dal web

BUCATINI ALL'AMATRICIANA






A.S.

SIAMO IN SEMIFINALE!
ma che sofferenza
     


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Torniamo ai bucatini
Avevo proprio voglia di mangiarli!


Il problema è che mi faccio sempre troppi scrupoli (dico troppi troppi) a causa del grasso animale - saturo insaturo ecc. ecc.- .
Era meglio quando nessuno si creava problemi e questi cibi SAPORITI  erano frequentemente sulle nostre tavole.
Per il nostro piacere.


Ma io me li sono fatti e mangiati senza sensi di colpa. Alla mia salute!


Benché a casa mia i bucatini non piacciano a nessuno,  ne tengo sempre un pacco a casa. Per riserva, perché so che prima o poi mi faccio passare lo sfizio.


Allora, passiamo agli ingredienti:
Per 2
180 gr di bucatini,
due fettine di guanciale (proprio il guanciale, bello grasso e un po' trafilato) erano 30 gr,
una cipolla media affettata
e un po' di peperoncino,
5 pomodori maturi,
olio extra vergine 2 cucchiai,
sale q.b.,
pecorino grattugiato.


Ho messo a cuocere  in una padella, non grande, con i due cucchiai di olio,


la cipolla tritata e il guanciale a tocchetti, quando si sono rosolati al punto giusto li ho trasferiti in un piattino.


Ho quindi pelato i pomodori mettendoli per un minuto in acqua bollente in modo da far venire via la pelle con facilità, li ho poi tagliati a filetti per il lungo
e li ho messi a cuocere per pochi minuti, velocemente, nella padella del soffritto,
aggiungendo il peperoncino e pochissimo sale..
Nel frattempo la pentola con l'acqua bolliva e ho versato i bucatini, un paio di minuti prima della fine della cottura li ho scolati, conservando un po' di acqua di cottura,  e li ho trasferiti nella padella del sugo. 
Li ho brevemente insaporiti aiutandomi con qualche cucchiaiata di acqua di cottura, e ho aggiunto, alla fine, la cipolla e il guanciale croccanti tenuti da parte.

Poi, subito nei piatti per ricevere la giusta dose di pecorino  e per.....


......essere mangiati.









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I TIFOSI DEL FUTURO



immagine presa dal web

22 giugno 2012

RIPARIAMO LE CAMICIE





Oggi non si parla di mangiare.
Comincia l'estate. È meglio per tutti mangiare un po'  di meno!


Ma sto soltanto scherzando. 
Anzi, secondo me, mai come adesso è piacevole stare in compagnia intorno ad una tavola, o girando per un giardino o un terrazzo con un piattino in mano pieno di ogni ben di  Dio. 
È l'estate il tempo delle ferie per tutti. E godiamocelo in buona compagnia.
Qualche chilo in più? Pazienza, lo perderemo in inverno. 


Comunque oggi voglio veramente dimenticare le ricette e svelarvi come si ripara il collo di una camicia in modo molto semplice, se non fosse così semplice io non lo saprei fare perché per il cucito sono negata.
Certo non sarà una camicia da esibire durante una cerimonia, ma andrà benissimo per una gita al mare o per fare qualche lavoretto in campagna.


Stirando le camicie di mio marito, mi sono accorta che alcune di esse presentavano il collo sfilacciato perché roso dalla barba ispida (sarebbe quella appena spuntata dopo la rasatura)
Ecco un esempio di camicia danneggiata, che di danneggiato ha soltanto il colletto.
Io per ripararla procedo così:
Inserisco la punta delle forbicine fra il colletto e la pistagna in modo da tranciare appena qualche punto, una volta diventato agevole lo spazio per operare procedo all'eliminazione dell'intera cucitura in modo da staccare la parte di colletto danneggiata,
altra foto, e altra camicia, dalla quale è più facile capire,
poi rifilo il colletto tagliando via la parte sciupata,
e lo reinserisco nella fessura rimasta aperta nella pistagna, fermandolo con una imbastitura in modo tale da prendere sia la parte superiore che quella inferiore del bordo della pistagna (l'imbastitura sarebbe il filo rosso)
faccio scorrere sotto il piedino della macchina da cucire, cercando di fare la cucitura nel modo più dritto possibile e il più vicino all'orlo della pistagna.
In questo modo, in effetti, si perde circa mezzo centimetro di altezza del colletto ma non se ne accorge nessuno poiché non si altera affatto, per così poco, l'equilibrio tra le parti della camicia stessa.
Ecco quattro camicie recuperate in una oretta di lavoro e pronte per essere usate durante il tempo libero. Ad alcune non ho neppure tolto l'imbastitura
Notevole vero?

Pistagna: la parte verticale del colletto; le camicie alla coreana hanno soltanto quella parte.





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ANCHE QUESTA L'HO FATTA IO  (il mio secondo quadro olio su tela)

la rosa

21 giugno 2012

RICOMINCIO DA TRE: FRITTATA DI PATATE E CIPOLLE- SCAROLA RIPASSATA- PICCOLI STRUDEL




Come titolo di ricetta è un po' strano, ma per recuperare il tempo di 'assenza', dovuto a motivi tecnici del PC, è adeguato.
Infatti metterò tre ricette: una pietanza, un contorno e un dolcino.


Pietanza: Frittata di patate e cipolle  (alla spagnola?)
ingredienti per 2 persone.
uova 3
patate medie 2 o 3
cipolle novelle 3 (quando ci sono le preferisco, hanno un profumo più delicato)
olio extra vergine q.b.
parmigiano 30 gr
sale q.b.
pepe  a piacere
 e io aggiungo anche un pizzico di semi di finocchio

Preparo le patate sbucciandole  e tagliandole a cubetti
le metto in padella con l'olio caldo e le lascio cuocere girando spesso finché non formano una bella crosticina
ecco la crosticina!
affetto le cipolle e le lascio ammorbidire in un'altra padella (più piccola), per evitare un uso eccessivo di olio -però non ritrovo la foto-

appena cotte -patate e cipolle - le trasferisco in una scodella scolandole dall'olio in eccesso, le lascio raffreddare un poco e aggiungo le uova,


il parmigiano, il pepe, il sale e il finocchietto, amalgamo il tutto e verso in una teglia unta e cosparsa di pangrattato;
infilo nel fornetto caldo a circa 200° e lascio cuocere dieci minuti.
Eccola pronta,

 
ma si può servire anche dal lato del pangrattato se si vuole una presentazione più uniforme e liscia.


Contorno: 
Scarola ripassata:
Ingredienti
Un cespo di scarola
una manciata di olive nere (io uso quelle di Gaeta, e se le trovo, le itrane)
un pugnetto fra capperi, pinoli e uva passa
uno spicchio di aglio
olio extra vergine q.b.

Netto la scarola come tutta l'altra verdura, eliminando le foglie vecchie e sciupate e lavandola in acqua caldissima per far andare via la terra presente.
La lesso poi velocemente "al dente"
la trasferisco  in un tegame dove avevo lasciato 'andare' l'aglio, le olive, i capperi, l'uvetta e i pinoli in olio caldo
e lascio cuocere per pochi minuti finché la scarola non si sia ben insaporita.


Per un sapore più stuzzicante aggiungo un cucchiaino di aceto e lascio evaporare, oppure uso i capperi in aceto.





Dolcetto:
ripeto che i dolci non sono il mio forte, ma anche questi sono buonini e facilissimi da fare

Piccoli strudel con mele, crema e marmellata di amarene:
Ingredienti per sei dolcetti
Una confezione di pasta sfoglia rettangolare
1 uovo
3 mele annurche, ma va bene qualsiasi tipo non troppo acquoso,
un cucchiaio di farina
3 cucchiai di zucchero
25 cc di latte (1/4 di lt)
cannella
una cucchiaiata di pangrattato
vanillina 
un pizzico di sale
una cucchiaiata di succo di limone
qualche strisciolina di scorza di limone non trattato

Per prima cosa preparo la crema sbattendo l'uovo intero con tre cucchiai di zucchero
 aggiungo il cucchiaio di farina e continuo a mescolare
aggiungo il pizzico di sale e la vanillina
nel frattempo metto a scaldare il latte con le scorze di limone (avendo cura di evitare la parte bianca) e quando è ben caldo 
l'aggiungo alla miscela di farina zucchero e uovo e lascio cuocere a fiamma bassa per pochi minuti finché non si addensa al punto giusto, girando continuamente.
Non ci vuole molto perché il latte già caldo va subito a bollore e, appunto, in pochi minuti la crema è pronta.
Preparata la crema passo alle mele.
Le sbuccio, le privo del torsolo e le taglio a fettine. 
Per non farle annerire ci verso sopra un po' di succo di limone e un cucchiaino di zucchero, aggiungo una punta di cucchiaio di cannella e una cucchiaiata di pangrattato e mescolo per bene.

A questo punto srotolo la pasta sfoglia e la taglio in sei rettangoli.

Aiutandomi con un mattarello e un po' di carta forno li allargo un poco, posiziono sopra le fettine di mela corrispondenti a circa mezza mela, ci stendo una bella cucchiaiata di crema e un po' di marmellata di amarene,

ripiego i bordi a formare un cilindro  e presso i lati stretti. Ripeto questa operazione con tutti e sei i rettangolini, li sistemo su una placca da forno infarinata e li spennello con un poco di latte.
Finalmente li cuocio a 180° per 20/25 minuti, finché non sono sfogliati e dorati
Li metto a raffreddare su una griglia per evitare che si ammoscino e sono pronti da mangiare.

Buoni per una merenda sia per grandi sia per piccoli, accompagnati da una bella spremuta di arance.





Che faticata scaricare tutte queste foto!!!