Ecco una di quelle ricette che, trattando di dolcetti, piacciono a tutti.
Da bambina, durante le elementari, a volte mia mamma per gratificarmi mi comperava, dal panettiere, il maritozzo.
Ancora lo ricordo, incartato sommariamente nella carta marroncina del pane, con lo zucchero a velo pronto ad appiccicarsi su ogni superficie e con un profumo "unico".
Non vedevo l'ora che arrivasse il momento della merenda per poterlo, non divorare ma, mangiare religiosamente, gustando quella leccornia attimo dopo attimo, e gioire ancora di più quando mi capitava in bocca il dolce sapore dell'uvetta passa - messa, devo dire, con molta parsimonia-
E ancora lo ricordo, sulla spiaggia. Una specie di rito. Il passaggio della venditrice con un grande vassoio (che poi era una specie di cesta piatta) ricoperto di carta bianca e contenente da un lato i maritozzi e dall'altro le ciambelle. Indovinavo il suo passaggio dal profumo di vaniglia che si diffondeva tutto intorno. Dopo l'acquisto il massimo desiderio era finire presto il bagno in mare per poter poi godere, stesa al sole, il sapore del profumo che mi aveva da tempo stimolato l'acquolina.
E adesso me li faccio da me.
Sono buonissimi, profumati, ben cotti, igienici, ricchi di uvetta .. ma soltanto alla lontana mi riportano al sapore dell'infanzia.
Ecco la ricetta (s e m p l i c i s s i m a).
Mescolate insieme la farina, lo zucchero, l'olio, l'uovo, il sale, la vanillina, il lievito sciolto con il latte appena tiepido e lasciate riposare per una trentina di minuti. Io l'ho mescolati in una ciotola
Aggiungete poi la scorza grattugiata di un limone, lavorate energicamente, questa volta sul piano di lavoro, sbattendo l'impasto più volte,con un po' di violenza sul piano stesso e dividetelo - per praticità- in due cilindretti più o meno uguali; nel frattempo avrete messo l'uva passa ad ammorbidire in un po' di acqua. Tagliate ogni cilindretto in una decina di fette di circa 50 gr. ognuna
e mettete l'uva passa a scolare,
suddividete anche l'uva passa in 20 piccoli mucchietti,
e con un po' di pazienza unite ogni mucchietto ad una fettina di impasto, mescolateli insieme rapidamente e formate delle piccole pagnotte un po' allungate, NB potete anche inglobare l'uvetta direttamente nell'impasto e fare poi le pagnottelle, si fa prima, ma io ho voluto che ogni dolcetto avesse il giusto numero di acini di uva passa . Intanto avrete spolverizzato di farina due teglie belle grandi (io uso quelle quadrate antiaderenti nelle quali preparo la pizza) e disponetevi le pagnottelle ben distanziate fra loro.
Quando tutti i futuri maritozzi saranno pronti sistemate le teglie nel forno spento e andate a dormire.
Ronf, ronf,tic tac ZZZZZ, ZZZZZ,tic tac ronf, ronf tic tac passa il tempo
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immagine presa dal web |
alle 7 del mattino, o giù di lì
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accendete il forno a 180° e infornate le teglie una alla volta per 15 minuti circa
Le pagnottelle sono ben cresciute e non devono essere toccate altrimenti 'slievitano', io ne ho toccata una ed è rimasta più piccola rispetto alle altre.
Dopo 10 minuti toglietele un momento dal forno per cospargerle di zucchero a velo vanigliato e rimettetele per altri 5 minuti.
Eccole dopo cotte, adesso sono diventate maritozzi!
Infornate, stesso procedimento, anche l'altra teglia ed ecco i maritozzi ormai raffreddati e pronti per essere mangiati disposti in un bel vassoio di pasticceria
anche l'occhieggiatura è venuta benissimo, e si vede dal maritozzo tagliato
Sono venuti "favolosi"
P.s. Mia figlia che li conosce solo "con la panna" poiché ormai romana di adozione, è inorridita quando ha sentito parlare di uva passa, ma i miei ricordi la includono ed io, ben volentieri, l'ho messa nei miei maritozzi.
Ingredienti per 20 maritozzi di circa 50 gr da crudi
Farina 500 gr
uva passa 150 gr
zucchero 100 gr
olio 80 gr
uovo 1
latte 150 gr (verificare poi durante la lavorazione la giusta consistenza dell'impasto)
i panetto di lievito di birra o 1 bustina di lievito liofilizzato
scorza grattugiata di 1 limone
bustina vanillina
pizzico di sale
zucchero a velo 10 gr
Non sono ancora riuscita a capire perché ingredienti sempre uguali, o quasi, danno risultati diversi come consistenza e sapore