07 aprile 2013

UNA PASSEGGIATA SULLA SABBIA



È la prima giornata da dedicare al mare.
Il cielo è sufficientemente sgombro da nubi.
L'aria non è proprio ferma e il vento, che la muove leggermente, la rende ancora più gradevole.
La temperatura è primaverile.
È proprio la giornata giusta. Finalmente!

Preparandomi non mi sono alleggerita troppo. Anzi per niente.

Ho lasciato la camicetta a maniche lunghe, il golfino di lana, (anche se leggera) i pantaloni , i gambaletti al posto del collant  (per poterli togliere e infilare i piedi nel mare ) e sopra una giacca  a vento  più leggera del solito. Insomma la famosa cipolla da gestire in base alla temperatura del momento.

E siamo andati al mare.

Tutto lasciava presagire una bella giornata.

La prima cosa che facciamo , una volta arrivati è la bella passeggiata sul lungomare,





 
dopo un paio d'ore, affamati, al ristorante. Niente di che, il ristorantino a conduzione strettamente familiare del lido dove ci fermiamo in estate. Poche cose, tutte già sperimentate, ma veramente soddisfacenti.
Fin qui tutto bene. Cosa posso desiderare oltre?
La passeggiata sulla spiaggia... e qui cade l'asino.
A me piace cercare le conchiglie e i pezzi di legno trasportati dalle onde che mi ricordano qualche figura.
e ne ho trovati, ma guardate cos'altro ho trovato
immagine presa dal web
Questa immagine  (come ho scritto) l'ho presa dal web, io non avevo portato la macchina fotografica. Ma la scena sarebbe stata uguale, soltanto il cielo più azzurro.
Non mi riferisco certo ai residui marini o ai legnetti e radici portati dalle onde, che ti fanno sentire ancor più la presenza della forza della natura, ma alla plastica e alle lattine che non hanno motivo di esserci. 
A che servono le campagne relative al riciclo o alla raccolta differenziata?
Ma ci vogliamo rendere conto che sono le nostre piccole, singole azioni quotidiane a determinare lo sfacelo o la salvezza di ciò che ci circonda?
Siamo direttamente responsabili di queste cose.


Se tutti, come mi faceva rilevare mio marito, si fossero comportati come noi, che siamo banali persone normali, neppure uno di quegli 'sconci' residui della nostra civiltà sarebbe finito sulla sabbia. E si, perché noi siamo responsabili  con i nostri comportamenti, non soltanto dell'evento immediato ma anche, e sopratutto,  dell'esempio che sarà lezione di vita per chi ci è vicino.
Io non odio nessuno, non so cosa significhi odiare, ma sono stata presa da una rabbia interna devastante. Per la mia impotenza a far comprendere come potrebbe essere semplice, comportandosi civilmente,  avere un mondo pulito e degno del futuro per i nostri figli e nipoti.
Così, per esempio.


 

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