25 giugno 2012

PEPERONI A COLORI




Lo so che i peperoni sono sempre colorati, ma questi, cotti allegramente in  forno lo sono ancora di più.
Per prepararli 5 minuti, per cuocerli un po' di più, ma senza problemi di attenzione!


Allora, prendiamo circa un kg di peperoni callosi rossi e gialli,

Ungiamo una teglia da forno e tagliamo a strisce i peperono, 
aggiungiamo olive nere e verdi, capperi,  origano,  sale e olio.
Già a crudo hanno una bella espressione.
Li infiliamo in forno caldo a 200°  e dopo 30 minuti (io metto il timer) diamo una girata.
Ancora 10 minuti di permanenza in forno ed eccoli pronti nei loro bei colori.

Dimenticavo, dopo la giratina spruzzare un poco di aceto, giusto un cucchiaio!
Che sapore. Sarà che sono appassionata di peperoni.





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GIOSTRINA A DIMENSIONE DI BAMBINO



immagine presa dal web

BUCATINI ALL'AMATRICIANA






A.S.

SIAMO IN SEMIFINALE!
ma che sofferenza
     


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Torniamo ai bucatini
Avevo proprio voglia di mangiarli!


Il problema è che mi faccio sempre troppi scrupoli (dico troppi troppi) a causa del grasso animale - saturo insaturo ecc. ecc.- .
Era meglio quando nessuno si creava problemi e questi cibi SAPORITI  erano frequentemente sulle nostre tavole.
Per il nostro piacere.


Ma io me li sono fatti e mangiati senza sensi di colpa. Alla mia salute!


Benché a casa mia i bucatini non piacciano a nessuno,  ne tengo sempre un pacco a casa. Per riserva, perché so che prima o poi mi faccio passare lo sfizio.


Allora, passiamo agli ingredienti:
Per 2
180 gr di bucatini,
due fettine di guanciale (proprio il guanciale, bello grasso e un po' trafilato) erano 30 gr,
una cipolla media affettata
e un po' di peperoncino,
5 pomodori maturi,
olio extra vergine 2 cucchiai,
sale q.b.,
pecorino grattugiato.


Ho messo a cuocere  in una padella, non grande, con i due cucchiai di olio,


la cipolla tritata e il guanciale a tocchetti, quando si sono rosolati al punto giusto li ho trasferiti in un piattino.


Ho quindi pelato i pomodori mettendoli per un minuto in acqua bollente in modo da far venire via la pelle con facilità, li ho poi tagliati a filetti per il lungo
e li ho messi a cuocere per pochi minuti, velocemente, nella padella del soffritto,
aggiungendo il peperoncino e pochissimo sale..
Nel frattempo la pentola con l'acqua bolliva e ho versato i bucatini, un paio di minuti prima della fine della cottura li ho scolati, conservando un po' di acqua di cottura,  e li ho trasferiti nella padella del sugo. 
Li ho brevemente insaporiti aiutandomi con qualche cucchiaiata di acqua di cottura, e ho aggiunto, alla fine, la cipolla e il guanciale croccanti tenuti da parte.

Poi, subito nei piatti per ricevere la giusta dose di pecorino  e per.....


......essere mangiati.









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I TIFOSI DEL FUTURO



immagine presa dal web

22 giugno 2012

RIPARIAMO LE CAMICIE





Oggi non si parla di mangiare.
Comincia l'estate. È meglio per tutti mangiare un po'  di meno!


Ma sto soltanto scherzando. 
Anzi, secondo me, mai come adesso è piacevole stare in compagnia intorno ad una tavola, o girando per un giardino o un terrazzo con un piattino in mano pieno di ogni ben di  Dio. 
È l'estate il tempo delle ferie per tutti. E godiamocelo in buona compagnia.
Qualche chilo in più? Pazienza, lo perderemo in inverno. 


Comunque oggi voglio veramente dimenticare le ricette e svelarvi come si ripara il collo di una camicia in modo molto semplice, se non fosse così semplice io non lo saprei fare perché per il cucito sono negata.
Certo non sarà una camicia da esibire durante una cerimonia, ma andrà benissimo per una gita al mare o per fare qualche lavoretto in campagna.


Stirando le camicie di mio marito, mi sono accorta che alcune di esse presentavano il collo sfilacciato perché roso dalla barba ispida (sarebbe quella appena spuntata dopo la rasatura)
Ecco un esempio di camicia danneggiata, che di danneggiato ha soltanto il colletto.
Io per ripararla procedo così:
Inserisco la punta delle forbicine fra il colletto e la pistagna in modo da tranciare appena qualche punto, una volta diventato agevole lo spazio per operare procedo all'eliminazione dell'intera cucitura in modo da staccare la parte di colletto danneggiata,
altra foto, e altra camicia, dalla quale è più facile capire,
poi rifilo il colletto tagliando via la parte sciupata,
e lo reinserisco nella fessura rimasta aperta nella pistagna, fermandolo con una imbastitura in modo tale da prendere sia la parte superiore che quella inferiore del bordo della pistagna (l'imbastitura sarebbe il filo rosso)
faccio scorrere sotto il piedino della macchina da cucire, cercando di fare la cucitura nel modo più dritto possibile e il più vicino all'orlo della pistagna.
In questo modo, in effetti, si perde circa mezzo centimetro di altezza del colletto ma non se ne accorge nessuno poiché non si altera affatto, per così poco, l'equilibrio tra le parti della camicia stessa.
Ecco quattro camicie recuperate in una oretta di lavoro e pronte per essere usate durante il tempo libero. Ad alcune non ho neppure tolto l'imbastitura
Notevole vero?

Pistagna: la parte verticale del colletto; le camicie alla coreana hanno soltanto quella parte.





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ANCHE QUESTA L'HO FATTA IO  (il mio secondo quadro olio su tela)

la rosa

21 giugno 2012

RICOMINCIO DA TRE: FRITTATA DI PATATE E CIPOLLE- SCAROLA RIPASSATA- PICCOLI STRUDEL




Come titolo di ricetta è un po' strano, ma per recuperare il tempo di 'assenza', dovuto a motivi tecnici del PC, è adeguato.
Infatti metterò tre ricette: una pietanza, un contorno e un dolcino.


Pietanza: Frittata di patate e cipolle  (alla spagnola?)
ingredienti per 2 persone.
uova 3
patate medie 2 o 3
cipolle novelle 3 (quando ci sono le preferisco, hanno un profumo più delicato)
olio extra vergine q.b.
parmigiano 30 gr
sale q.b.
pepe  a piacere
 e io aggiungo anche un pizzico di semi di finocchio

Preparo le patate sbucciandole  e tagliandole a cubetti
le metto in padella con l'olio caldo e le lascio cuocere girando spesso finché non formano una bella crosticina
ecco la crosticina!
affetto le cipolle e le lascio ammorbidire in un'altra padella (più piccola), per evitare un uso eccessivo di olio -però non ritrovo la foto-

appena cotte -patate e cipolle - le trasferisco in una scodella scolandole dall'olio in eccesso, le lascio raffreddare un poco e aggiungo le uova,


il parmigiano, il pepe, il sale e il finocchietto, amalgamo il tutto e verso in una teglia unta e cosparsa di pangrattato;
infilo nel fornetto caldo a circa 200° e lascio cuocere dieci minuti.
Eccola pronta,

 
ma si può servire anche dal lato del pangrattato se si vuole una presentazione più uniforme e liscia.


Contorno: 
Scarola ripassata:
Ingredienti
Un cespo di scarola
una manciata di olive nere (io uso quelle di Gaeta, e se le trovo, le itrane)
un pugnetto fra capperi, pinoli e uva passa
uno spicchio di aglio
olio extra vergine q.b.

Netto la scarola come tutta l'altra verdura, eliminando le foglie vecchie e sciupate e lavandola in acqua caldissima per far andare via la terra presente.
La lesso poi velocemente "al dente"
la trasferisco  in un tegame dove avevo lasciato 'andare' l'aglio, le olive, i capperi, l'uvetta e i pinoli in olio caldo
e lascio cuocere per pochi minuti finché la scarola non si sia ben insaporita.


Per un sapore più stuzzicante aggiungo un cucchiaino di aceto e lascio evaporare, oppure uso i capperi in aceto.





Dolcetto:
ripeto che i dolci non sono il mio forte, ma anche questi sono buonini e facilissimi da fare

Piccoli strudel con mele, crema e marmellata di amarene:
Ingredienti per sei dolcetti
Una confezione di pasta sfoglia rettangolare
1 uovo
3 mele annurche, ma va bene qualsiasi tipo non troppo acquoso,
un cucchiaio di farina
3 cucchiai di zucchero
25 cc di latte (1/4 di lt)
cannella
una cucchiaiata di pangrattato
vanillina 
un pizzico di sale
una cucchiaiata di succo di limone
qualche strisciolina di scorza di limone non trattato

Per prima cosa preparo la crema sbattendo l'uovo intero con tre cucchiai di zucchero
 aggiungo il cucchiaio di farina e continuo a mescolare
aggiungo il pizzico di sale e la vanillina
nel frattempo metto a scaldare il latte con le scorze di limone (avendo cura di evitare la parte bianca) e quando è ben caldo 
l'aggiungo alla miscela di farina zucchero e uovo e lascio cuocere a fiamma bassa per pochi minuti finché non si addensa al punto giusto, girando continuamente.
Non ci vuole molto perché il latte già caldo va subito a bollore e, appunto, in pochi minuti la crema è pronta.
Preparata la crema passo alle mele.
Le sbuccio, le privo del torsolo e le taglio a fettine. 
Per non farle annerire ci verso sopra un po' di succo di limone e un cucchiaino di zucchero, aggiungo una punta di cucchiaio di cannella e una cucchiaiata di pangrattato e mescolo per bene.

A questo punto srotolo la pasta sfoglia e la taglio in sei rettangoli.

Aiutandomi con un mattarello e un po' di carta forno li allargo un poco, posiziono sopra le fettine di mela corrispondenti a circa mezza mela, ci stendo una bella cucchiaiata di crema e un po' di marmellata di amarene,

ripiego i bordi a formare un cilindro  e presso i lati stretti. Ripeto questa operazione con tutti e sei i rettangolini, li sistemo su una placca da forno infarinata e li spennello con un poco di latte.
Finalmente li cuocio a 180° per 20/25 minuti, finché non sono sfogliati e dorati
Li metto a raffreddare su una griglia per evitare che si ammoscino e sono pronti da mangiare.

Buoni per una merenda sia per grandi sia per piccoli, accompagnati da una bella spremuta di arance.





Che faticata scaricare tutte queste foto!!!

10 giugno 2012

PARMIGIANA DI PATATE AL LATTE







Mi piace spesso preparare  pietanze che possano essere anche piatti unici.
Già, spesso, a pranzo mi limito ad un primo piatto o ad un secondo con contorno,
la sera, poi, preferisco proprio il piatto unico.
Questo di oggi è proprio un bell'esempio di come si possa mangiare bene, sano e saporito.
Nelle due versioni: con o senza l'aggiunta del prosciutto cotto.
Questo sono gli ingredienti per  tre, quattro  porzioni.
Tre belle patate, circa 700 gr,
300 cl di latte
100 gr prosciutto cotto tagliato non sottile
100 gr circa formaggio misto (scamorza, provolone, provola affumicata, come si vede sono residui di frigorifero)
formaggio parmigiano 30 gr
pangrattato 2 cucchiai
olio 2 cucchiai
sale (non lo metterei proprio)
un pizzico di finocchietto
pepe a piacere


Dopo aver pelato le patate le affetto a rondelle spesse mezzo cm, tagliuzzo il formaggio a pezzetti irregolari, grattugio il parmigiano.
Metto in una ciotola le patate, il formaggio a pezzetti, il pangrattato,un cucchiaio di olio, il pepe e il finocchietto 
mischio il tutto uniformemente.
Ungo una teglia antiaderente di circa 20 cm di diametro e un contenitore di alluminio monoporzione,* distribuisco uno strato di composto  di patate e lo spolvero con uno strato di parmigiano grattugiato, nella teglia aggiungo anche uno strato di prosciutto cotto, ripeto nuovamente il giro * fino ad esaurimento dei componenti, ricopro con il latte...
e infilo in forno caldo 180° per circa 40 minuti.
Quando il latte sarà consumato si formerà una bella crosticina, aiutata dal parmigiano e dal pangrattato, e il piatto sarà pronto per essere gustato.
Buono in entrambe le versioni e sia in inverno che in estate perché va bene consumato sia caldo che freddo.





E per prepararlo ci sono voluti sì e no 5 minuti.


Provare per credere.






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GRANDINE IN GIARDINO 11/6/2011





08 giugno 2012

FIORI DI ZUCCA CROCCANTI




Nella ricetta c'è una piccola variazione rispetto al titolo.
I fiori protagonisti non sono di zucca ma di zucchina.
Ho preso dall'ortolano delle zucchine appena raccolte, dolcissime, si sarebbero potute consumare anche crude, all'insalata.
Su ognuna di esse svettava, appena socchiuso, un bel fiore, invitante.

Il fiore di zucchina fa quasi sempre una brutta fine poiché si deteriora nel giro di poche ore, prima avvizzendosi e poi trasformandosi in filamenti bavosi.

Questa volta li ho salvati utilizzandoli immediatamente.
Li ho staccati uno per volta dalle zucchine e li ho privati dei sepali (quei piccoli filini verdi alla base, generalmente sono cinque) li ho poi portati al lavaggio, velocemente aprendoli sotto l'acqua corrente e privandoli del pistillo e degli stami(non a tutti piacciono).
Li ho poi sistemati a testa in giù in un colo a sgocciolare.
Ho poi tagliato a tocchetti del formaggio a pasta molle e ho riempito ogni fiore con un cubetto di formaggio
ho quindi passato i fiori riempiti nella farina asciutta in modo tale da formare una sorta di "ingessatura" per evitare che il formaggio fuoriesca in cottura.
In una ciotola ho preparato una pastella piuttosto fluida  con 150 gr di farina 00, un pizzicone di sale, una macinata di pepe e acqua minerale effervescente q.b., pastella che ho lasciato  riposare qualche minuto.

poi vi ho tuffato i fiori, uno alla volta, rigirandoli per farli ricoprire uniformemente. E li ho lasciati qualche minuto sempre con la corolla in giù per far scolare la pastella in eccesso.
Ho messo olio abbondante in una padella e ho fritto i fiori preparati, pochi per volta, a fiamma media, controllando la cottura e girandoli spesso per evitare che si colorino troppo.


Purtroppo manca la foto della padella che frigge, ma questa dei fiori già fritti basta per farne intuire la croccantezza e la fragranza;


almeno io che li ho gustati ne riassaporo la bontà.
Con il trucco dell'infarinatura preliminare non è fuoriuscita neppure una inezia di formaggio. Che soddisfazione!

Le ricette, come ho già detto, prevedono l'uso dei fiori di zucca, e in particolare l'uso dei fiori di zucca non germinati, quelli dai quali non è nato alcun frutto. Sono senza dubbio molto belli e grandi, ma non sempre sono presenti sul mercato.
Poiché il sapore è il medesimo non bisogna disdegnare i fiori delle zucchine; anche quelli, quando non hanno dato origine alla zucchina, sono ugualmente belli anche se più piccoli dei cugini. 
Nel mio caso uso molto volentieri quelli attaccati alle zucchine poiché sono più corposi e, anche in inverno, (provenienti dalle serre) si trovano facilmente.











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ECCO IL GRANDE ASSENTE








IMMAGINE PRESA DAL WEB